A life manual

How to survive a plague - Trailer

Esercizio di stile: scherzare la morte.

3nding:

Sono morto.

In qualche modo è successo, solitamente si dice che prima o poi accada a tutti, devo dire che probabilmente la cosa mi deve aver colto di sorpresa, sempre ammesso che me ne sia reso conto, nel qual caso penso di aver sufficientemente provato paura, rabbia, impotenza ma sopratutto son certo di aver bestemmiato dio o chi per lui, e nella remota ipotesi in cui esista davvero, magari adesso sta succedendo qualcosa, magari la sto pagando io, io gliela sto facendo pagare, vallo a sapere.

Sicuramente è accaduto prima di quanto mi aspettassi o auspicassi, questo è poco ma è sicuro.

Verrebbe da dire che mi dispiace per gli impegni che avevo preso, per tutte le persone che magari non ho salutato a dovere, per i posti che non ho visitato, le esperienze che non ho fatto, le emozioni che non ho provato, i cibi che non ho gustato etc.. etc..

Ma sono tutte balle, se sono morto non credo di poter provare dispiacere in questo momento. Non credo di poter provare alcunchè a dire il vero!

Mi piace pensare che per un pò di tempo si parlerà di me e per un tempo magari un pò più lungo resterà di me il ricordo.

Perchè io sono morto, il mio ego no. Così, tanto per chiarire.

Anzi mi aspetto parole del tipo “Oggi il mondo ha perso un genio.” se poi al posto di genio qualcuno metterà più propriamente cazzaro andrà bene lo stesso.

Come scrisse Baldoni per il suo testamento, si evitino tutte quelle formule pompose e di circostanza. Io sono stato un essere umano coi miei pregi (modestamente) e i miei difetti (sempre modestamente).

Non so che razza di impronta abbia lasciato su questa terra, ogni giorno centinaia di migliaia di sapiens sapiens muoiono e per molti di questi nessuno si ricorda di loro.

Prima di sparire dalla Storia che sarebbe stata sicuramente più divertente con il mio nome scritto da qualche parte mi permetto di riassumere molto brevemente - sennò viene lunga - quello che fino al momento in cui scrivo questo pezzo ho avuto la fortuna di imparare:

I buoni solitamente non vincono. Però non bisogna rinunciare ad essere buoni e a combattere.

I giudizi degli altri non sono necessari. Però con gli altri bisogna averci a che fare, altrimenti tanto vale che ve ne andiate in una grotta a marcire per il resto dei vostri giorni.

Provare a migliorare il mondo, o per lo meno la realtà che vi circonda è un ottimo modo per dare un senso ai giorni quando sembrano vuoti.

Le più grandi gioie me le han date sempre la famiglia, gli amici, la natura e l’amore. Mai gli oggetti o i servizi. Mai.

Conoscere ed apprendere è l’unico modo per evolvere. L’effetto collaterale di queste attività è lo sviluppo di un lucido cinismo ed una profonda misantropia che possono essere tenute a bada con cazzate, amici, cibo, amori, qualsiasi cosa. L’entropia se possibile va combattuta sempre e con ogni mezzo.

No.ai.rimpianti. Davvero: il 99% delle volte in cui ho fatto qualcosa di cui temevo le conseguenze, l’ho fatto sapendo che poi avrei rimpianto non averlo fatto. E indovinate un pò? Quasi sempre le conseguenze temute erano solo supposizioni sbagliate nella mia testa.

Domandate! L’esercizio del dubbio è uno degli strumenti più potenti nella nostra società, non fatevene privare da nessuno per nessun motivo e non privatene gli altri.

Chiedere scusa serve, l’onestà paga a rate e a volte non paga affatto, una volta superato lo scoglio del timore del giudizio altrui, il mare aperto delle possibilità che si apre davanti è enorme con un potenziale tendente all’infinito. O come dicono dalle mie parti: è una figata pazzesca.

Quelli che dicono che la vita è una e non stanno parlando di videogiochi, hanno ragione. Io me ne sono reso conto rischiando di morire in un incidente d’auto. Non c’è bisogno che rischiate di morire eh, semplicemente provate a realizzare quali sono le cose veramente importanti e quanto poco siete in grado di controllare ciò che vi circonda. Col tempo ci costruiamo un’illusione, smontarla è un buon passo per vivere più leggeri.

Viaggiate. Non viaggi organizzati in ogni secondo da qualcun altro, prendete lo stretto necessario e per qualche giorno andate da qualche parte dove non siete mai stati ed entrate in contatto con un’altra realtà. Fatelo per voi.

Ah, non ragionate troppo sulle conseguenze è vero, ma non calpestate gli altri gratuitamente. Il concetto è chiaro ed è in giro da qualche millennio, l’idea del non fare agli altri etc etc.

Imparate e copiate da i grandi maestri, da persone in grado di ispirarvi! Persone che hanno espresso concetti illuminanti o semplicemente toccanti, la fortuna di vivere in un’era in cui avete accesso a queste parole è semplicemente enorme. Ad ascoltare i mediocri si resta mediocri.

Spero di aver lasciato qualcosa oltre ai numerosi beni materiali che ho collezionato col tempo e che gradirei fossero redistribuiti tra gli amici e magari, magari eh! Questi amici si accordassero per metterli all’asta, magari tra loro, MAGARI UTILIZZANDO I DENARI PER FARE QUALCOSA DI CONCRETO E MIGLIORARE QUALCOSA.

Ma è inutile che io faccia la voce grossa a questo punto, tanto son morto.

Grazie per i sorrisi, gli insegnamenti, le emozioni e quanto di buono ha reso la mia esistenza completa nell’unico modo in cui avrebbe potuto esserlo.

Se son riuscito a dare qualcosa a mia volta, beh ne è valsa la pena.

Non cercatemi, se un aldilà esiste e mi ci trovo, allora cercherò di passare io a trovarvi.

Giusto il tempo che mi facciano il visto per quest’altro viaggio.

Il mondo oggi perde un cazzaro. :D

Buona vita e ricordate: Ad essere infelici è un pò come con la morte: c’è sempre tempo.

An entire sea of water can’t sink a ship unless it gets inside the ship. Similarly, the negativity of the world can’t put you down unless you allow it to get inside you.
Goi Nasu  (via chryza)
Never push a loyal person to the point where they no longer care.
Unknown (via un-control)
Live to the point of tears.
 Albert Camus (via ufukorada)
Stupisco sempre me stesso.
E’ l’unica cosa che renda la vita degna di essere vissuta.
Oscar Wilde (via mariofiorerosso)
How to Burst the “Filter Bubble” that Protects Us from Opposing Views | MIT Technology Review

wildcat2030:

See on Scoop.it - Knowmads, Infocology of the future
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Computer scientists have discovered a way to number-crunch an individual’s own preferences to recommend content from others with opposing views. The goal? To burst the “filter bubble” that surrounds us with people we like and content that we agree with.

The term “filter bubble” entered the public domain back in 2011when the internet activist Eli Pariser coined it to refer to the way recommendation engines shield people from certain aspects of the real world.

Pariser used the example of two people who googled the term “BP”. One received links to investment news about BP while the other received links to the Deepwater Horizon oil spill, presumably as a result of some recommendation algorithm.

This is an insidious problem. Much social research shows that people prefer to receive information that they agree with instead of information that challenges their beliefs. This problem is compounded when social networks recommend content based on what users already like and on what people similar to them also like.

This is the filter bubble—being surrounded only by people you like and content that you agree with.

And the danger is that it can polarise populations creating potentially harmful divisions in society.


See on technologyreview.com
Feelings are just visitors, let them come and go.
Mooji (via ashramof1)
startupquote:

Your work is going to fill a large part of your life, and the only way to be truly satisfied is to do what you believe is great work. And the only way to do great work is to love what you do.
- Steve Jobs

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